Questa ultima silloge di Chiara Rantini segue, come in un continuum, le due precedenti raccolte Un paradiso per Icaro e Rinascita. Nella prima opera si avverte netto il vagheggiare di un Paradiso, il desiderio di spezzare delle catene che ancora trattengono l’anelito di libertà; nella seconda, che potremmo definire di passaggio, viene a delinearsi il termine e l’inizio di una fase della vita dove però siamo ancora di fronte all’indefinito come i Prigioni di michelangiolesca memoria, rimanendo stupiti da qualcosa che si perde senza poter essere recuperato come la pioggia che, spesso, vi ricorre.
In questa raccolta l’autrice riesce ad andare oltre, a trovare l’armonia mancante che occorreva per “risolvere” quella atmosfera sospesa con cui ci aveva lasciati, avendo suscitato nel lettore quella stessa sensazione di sospensione che un accordo di settima è noto indurre nell’ascoltatore, proprio come avviene nel terzo movimento del Piano concerto n. 2 di Rachmaninov, in cui, nel finale, un passaggio di accordi di settima ci fa percepire proprio una sospensione. L’autrice ci fa dunque sentire immersi in una musicalità poetica la cui atmosfera trova giusto seguito e risoluzione in quest’ultima opera come in una successione di movimenti musicali. La silloge si apre con la poesia Vita liberata emblema del passaggio dall’irrisolto al compiuto:
«La vita è come un orizzonte lontano, / un sentiero sassoso / un volto nella nebbia»; su di lei corre lo sguardo cercando un approdo felice. Queste immagini poetiche preludono e, al tempo stesso, suggellano il passaggio da Rinascita a La veste dell’infinito amore. La sensazione di sospensione che disorienta come la nebbia viene superata; ormai giunti sul crinale lo sguardo cerca, potremmo dire scruta, sino a scorgere un approdo felice e «non sarà una bussola a salvarti / ma l’incanto della bellezza» (Vita liberata), la bellezza dell’amore. Questa energia d’amore, nel senso di amore universale per cose, persone, natura, si manifesta librandosi nell’aria sottile e leggera, come la piuma descritta nella poesia Energia. Qui l’immagine dell’energia è accostata a quella della piuma che “cade e non fa rumore”. È un’energia che “passa come fuoco invisibile” e richiama alla mente l’energia che, quando il nostro corpo è in perfetto equilibrio e salute, scorre nei Meridiani invisibile, “nell’ombra”, e silenziosa come una piuma. E così, come l’energia dei Meridiani riesce a scorrere libera in assenza di quei “blocchi” generati dallo stato di malessere, anche l’energia d’amore poetica si erge finalmente libera. È l’amore che adesso ricorre in questa nuova raccolta ed ecco che allora si susseguono, come zampilli di fontana, versi poetici di puro sentimento che spaziano dall’amor carnale che si accende in “amalgama di corpi indefiniti” (Tornare in mansarda) all’amore senza tempo de “gli innamorati non hanno orologio” (Gli innamorati), a quello rivolto agli alberi nel “bosco di terra/ odorosa di resina” (Finestra sul bosco) all’amore per il mare dove «l’onda aggiunge vita / confonde / mescola» (Identità settembrine) orizzonti e tempi, fino a quello provato in un incontro con una creatura del mondo animale «Occhio equino / infinita dolcezza richiami» (Incontro).
Lo “sguardo” poetico di Chiara si è fatto maturo e sereno come un sorriso confortevole, così il vascello dell’amore, ora che la pioggia si è fatta leggera, procede incessante di poesia in poesia «come una danza in un prato fiorito / come la discesa di un fiume verso la foce» (Similitudini d’amore).
La veste dell’infinito amore ci sorprende a ogni pagina per la bellezza delle immagini liriche ricche di una raffinata sensibilità che l’autrice riesce magistralmente a riportare nelle poesie, dove il lettore può cogliere la dinamica affettiva attenta verso luoghi e persone. Nulla ormai limita la fantasia poetica, che siano spazi aperti o ambienti chiusi, Chiara Rantini esplora il profondo e trova l’immenso ovunque.
Paolo Donati
Chiara Rantini, La veste dell’infinito amore, ed. Ensemble, Roma, 2025
Libri Chiara Rantini – La Veste Dell’infinito Amore : Amazon.co.uk: Books
E’ stata una esperienza unica “aprire le porte” ai luoghi poetici di questa ultima silloge di Chiara che ci accoglie in uno spazio-tempo poetico che ci fà riflettere non casualmente.
Paolo
Grazie! La poesia è sempre un percorso che va scoperto tappa per tappa.