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Tag Archives: poesia contemporanea

Come la pioggia

Sulle montagne artiche. “Il pastore d’Islanda” di G. Gunnarsson

Gunnar Gunnarsson, Il pastore d’Islanda, Iperborea, Milano, 2016 (prima edizione) Recensione di Chiara Rantini Il pastore d’Islanda è un racconto lungo in cui si narrano le vicende di Benedikt, un uomo di 54 anni che, ormai da 27 anni, all’inizio di ogni inverno, nel periodo dell’Avvento, lascia la costa islandese dove abita per addentrarsi sugli […]

Boris Borisovič Ryžij. L’ultimo poeta sovietico e il primo di nuova generazione

di Chiara Rantini Quest’anno ricorre il ventennale della morte del poeta russo Boris Borisovič Ryžij. Molto conosciuto in patria, in Europa e soprattutto in Italia, è noto solo agli addetti ai lavori e a chi s’interessa di letteratura russa contemporanea. Poeta di un’epoca di transizione, resta ai margini proprio perché difficilmente inquadrabile in un movimento […]

“Qualcuno si ricorderà di noi”, un testo teatrale di Alessia Pizzi

Alessia Pizzi, Qualcuno si ricorderà di noi, testo teatrale, Fusibilia Libri, 2020 Ispirandosi all’antichità greca, Alessia Pizzi ci conduce in una pièce di un solo atto a colloquio con tre poetesse di età ellenistica: Erinna, Anite e Nosside. Vittime di un ingiustificato oblio, l’autrice compie la lodevole operazione di portare all’attenzione dei lettori la loro […]

Stefano Fortelli e la dark-poetry

INTERVISTA a cura di Chiara Rantini Chi è Stefano Fortelli? Quando ha avuto inizio la passione per la scrittura e perché? Ammesso che Stefano Fortelli esista, oggi è in larga parte la personalità che si evince dai suoi scritti. Ho cominciato a scrivere circa sette anni fa, ma non mi sento appassionato di scrittura più […]

COCCI DI BOTTIGLIA, silloge di Benedetto Ghielmi

Benedetto Ghielmi, Cocci di bottiglia, 2000diciassette ed., 2020 Cocci di bottiglia è la prima raccolta poetica di Benedetto Ghielmi, autore molto attivo nel panorama degli scrittori emergenti. Già dal titolo, si ha la sensazione di entrare in un mondo frantumato dove però, l’intenzione del poeta è quella di ricomporre ciò che è andato in pezzi. […]

IN TUTTO VIVE L’IMMENSO – Il respiro poetico in “La veste dell’infinito amore”

Questa ultima silloge di Chiara Rantini segue, come in un continuum, le due precedenti raccolte Un paradiso per Icaro e Rinascita. Nella prima opera si avverte netto il vagheggiare di un Paradiso, il desiderio di spezzare delle catene che ancora trattengono l’anelito di libertà; nella seconda, che potremmo definire di passaggio, viene a delinearsi il termine e l’inizio di una fase della vita dove però siamo ancora di fronte all’indefinito come i Prigioni di michelangiolesca memoria, rimanendo stupiti da qualcosa che si perde senza poter essere recuperato come la pioggia che, spesso, vi ricorre.

In questa raccolta l’autrice riesce ad andare oltre, a trovare l’armonia mancante che occorreva per “risolvere” quella atmosfera sospesa con cui ci aveva lasciati, avendo suscitato nel lettore quella stessa sensazione di sospensione che un accordo di settima è noto indurre nell’ascoltatore, proprio come avviene nel terzo movimento del Piano concerto n. 2 di Rachmaninov, in cui, nel finale, un passaggio di accordi di settima ci fa percepire proprio una sospensione. L’autrice ci fa dunque sentire immersi in una musicalità poetica la cui atmosfera trova giusto seguito e risoluzione in quest’ultima opera come in una successione di movimenti musicali. La silloge si apre con la poesia Vita liberata emblema del passaggio dall’irrisolto al compiuto:

«La vita è come un orizzonte lontano, / un sentiero sassoso / un volto nella nebbia»; su di lei corre lo sguardo cercando un approdo felice. Queste immagini poetiche preludono e, al tempo stesso, suggellano il passaggio da Rinascita a La veste dell’infinito amore. La sensazione di sospensione che disorienta come la nebbia viene superata; ormai giunti sul crinale lo sguardo cerca, potremmo dire scruta, sino a scorgere un approdo felice e «non sarà una bussola a salvarti / ma l’incanto della bellezza» (Vita liberata), la bellezza dell’amore. Questa energia d’amore, nel senso di amore universale per cose, persone, natura, si manifesta librandosi nell’aria sottile e leggera, come la piuma descritta nella poesia Energia. Qui l’immagine dell’energia è accostata a quella della piuma che “cade e non fa rumore”. È un’energia che “passa come fuoco invisibile” e richiama alla mente l’energia che, quando il nostro corpo è in perfetto equilibrio e salute, scorre nei Meridiani invisibile, “nell’ombra”, e silenziosa come una piuma. E così, come l’energia dei Meridiani riesce a scorrere libera in assenza di quei “blocchi” generati dallo stato di malessere, anche l’energia d’amore poetica si erge finalmente libera. È l’amore che adesso ricorre in questa nuova raccolta ed ecco che allora si susseguono, come zampilli di fontana, versi poetici di puro sentimento che spaziano dall’amor carnale che si accende in “amalgama di corpi indefiniti” (Tornare in mansarda) all’amore senza tempo de “gli innamorati non hanno orologio” (Gli innamorati), a quello rivolto agli alberi nel “bosco di terra/ odorosa di resina” (Finestra sul bosco) all’amore per il mare dove «l’onda aggiunge vita / confonde / mescola» (Identità settembrine) orizzonti e tempi, fino a quello provato in un incontro con una creatura del mondo animale «Occhio equino / infinita dolcezza richiami» (Incontro).

Lo “sguardo” poetico di Chiara si è fatto maturo e sereno come un sorriso confortevole, così il vascello dell’amore, ora che la pioggia si è fatta leggera, procede incessante di poesia in poesia «come una danza in un prato fiorito / come la discesa di un fiume verso la foce» (Similitudini d’amore).

La veste dell’infinito amore ci sorprende a ogni pagina per la bellezza delle immagini liriche ricche di una raffinata sensibilità che l’autrice riesce magistralmente a riportare nelle poesie, dove il lettore può cogliere la dinamica affettiva attenta verso luoghi e persone. Nulla ormai limita la fantasia poetica, che siano spazi aperti o ambienti chiusi, Chiara Rantini esplora il profondo e trova l’immenso ovunque.

Paolo Donati

 

Chiara Rantini, La veste dell’infinito amore, ed. Ensemble, Roma, 2025 

Libri Chiara Rantini – La Veste Dell’infinito Amore : Amazon.co.uk: Books

AUTUNNO (da “Rinascita” ed. Ensemble, 2022)

Autunno

Autunno arrivi col tepore dell’estate

e nel viale non fai riposare le fronde.

Abbaglia il riverbero del mattino

mentre i passi corrono oltre il tempo.

Sono minuti di attesa nella luce obliqua

respiri sospesi su rami di speranza.

Nella curva il cuore sobbalza

nell’incertezza incespica il piede

e gocce di sudore illuminano la fronte.

Fatica è ripercorrere la vita

sostando sugli errori e le pause

dei dolori e delle gioie ricordando

l’ascesa e il ritorno.

Breve felicità tingi di porpora le gote

e nell’anima scende l’autunno

delle foglie non ancora cadute.

Alcune poesie di “Rinascita”

 

Novembre. Sono già trascorsi quattro mesi dalla pubblicazione della mia terza raccolta poetica. Mesi belli, intensi, vissuti con presentazioni, scambi, dialoghi.

La poesia è un dono. E l’esistenza di questo mio blog è data proprio dalla dimensione del dono. Perciò sulla pagina di “Rinascita” ci sarà un maggior numero di liriche. La poesia va letta, assimilata, goduta; non chiede discussione né analisi anche se non mancheranno commenti e chiose ai miei testi. Presto. Per il momento solo lettura.

Nel silenzio, solo lettura, così come chiede la poesia.

RINASCITA

 

Rinascita, ed. Ensemble, Roma luglio 2022

 

Estate 2022. Tempi nuovi dopo un lungo periodo di chiusure. Anche se ormai la primavera è passata, resta il desiderio di rinascere, di rinnovarsi, di fare quel passo che ancora manca per sentire che qualcosa sta cambiando e che un’idea di futuro è ancora possibile. Con questo spirito nasce questa nuova raccolta poetica edita da Ensemble, casa editrice romana che, nel 2018, già pubblicò Un paradiso per Icaro di Chiara Rantini. Sono liriche con un doppio e complementare aspetto: si muovono come forze centrifughe dall’interno all’esterno, interrogando il sé a partire dall’incontro con l’altro, con il mondo che ci circonda, dove presente e passato si uniscono in un unico flusso di conoscenza. Luci, Tempi, Passaggi, Volti sono le stazioni di un percorso attraverso la memoria personale e collettiva: qualcosa è successo e il confronto con le recenti vicende storiche rivive nella voce della poesia che è di per sé atemporale e priva di confini. Se cercate un respiro di libertà, lo troverete nei versi, nelle immagini, nei sogni.

 

Qui i link dove acquistare il libro:

 

Rinascita

https://www.mondadoristore.it/Rinascita-Chiara-Rantini/eai978886881924/

https://www.lafeltrinelli.it/rinascita-libro-chiara-rantini/e/9788868819248

https://www.libreriauniversitaria.it/rinascita-rantini-chiara-ensemble/libro/9788868819248

https://www.ibs.it/rinascita-libro-chiara-rantini/e/9788868819248?lgw_code=1122-B9788868819248&gclid=Cj0KCQiA1NebBhDDARIsAANiDD0vLooAHiiw1_4PHTFf5JuIT05ThhJ9CLP2S3TuAlmZe65uqtx2Cr8aAv0LEALw_wcB

 

RINASCITA, pubblicata la nuova raccolta poetica di Chiara Rantini

Estate 2022. Tempi nuovi dopo un lungo periodo di chiusure. Anche se ormai la primavera è passata, resta il desiderio di rinascere, di rinnovarsi, di fare quel passo che ancora ci manca per sentire che qualcosa sta cambiando e che un’idea di futuro è ancora possibile.

Con questo spirito nasce questa nuova raccolta poetica edita da Ensemble, casa editrice romana che, nel 2018, già pubblicò il mio Un paradiso per Icaro.

Sono liriche con un doppio e complementare aspetto: si muovono come forze centrifughe dall’interno all’esterno, interrogando il sé a partire dall’incontro con l’altro, con il mondo che ci circonda, dove presente e passato si uniscono in un unico flusso di conoscenza.

Luci, Tempi, Passaggi, Volti sono le stazioni di un percorso attraverso la memoria personale e collettiva: qualcosa è successo e il confronto con le recenti vicende storiche rivive nella voce della poesia che è di per sé atemporale e priva di confini.

Se cercate un respiro di libertà, lo troverete nei versi, nelle immagini, nei sogni.

 

Aria pura

Nella notturna bufera

gettiamo le mani nel nulla

aria che spira da ponente

e attraversa la pianura

laggiù cade dal cielo

un vento chiassoso e terribile

che ci costringe ad arretrare

anche questa è musica

ove il mondo si perde

aria pura che attraversa la carne

con un bacio che sa di leggerezza

materna presenza in soccorso

contro spirali di morte foglie

e dà conforto come ultimo

lembo di umanità ferita

aria pura che uccidi

sconquassa il nostro cuore

fino a scoprirne le radici

 

Rinascita di Chiara Rantini, arricchita da una selezione di liriche di Gino Calcagnini,

è disponibile nei seguenti store:

 

Rinascita

https://www.hoepli.it/libro/rinascita/9788868819248.html

https://www.libreriauniversitaria.it/rinascita-rantini-chiara-ensemble/libro/9788868819248

In aggiornamento…

 

TRE POESIE BLU

“Il blu e il rosso” si divide in due parti: ciascuna accoglie poesie che possono essere ricondotte a uno dei due colori.

 

TRE POESIE BLU di Chiara Rantini

 

Poesia dagli occhi tristi

Dove mi guiderai?

Nel giardino vicino

splende un paradiso

tre giorni di cammino

per conoscere ogni sua parte

Zampilli d’acqua

fiori profumati

verdi orizzonti

voci come fonti

Dove mi guiderai?

Ancora riconoscerai

la strada?

Sono muri

le risate dei bambini

assenza

i cieli novembrini

Poesia dagli occhi tristi

Sull’orlo della pagina

il ricordo troverai

cavaliere nella nebbia

dove mi guiderai?

 

 

Pianura novembrina

Siamo vissuti insieme

negli stessi luoghi

desolati

camminiamo nella neve

solo nebbia intorno

umido vagare

sulla pianura novembrina

deserto tardivo

vuota di alberi

come di parole

nella gora impigliata

resta la voce scordata

nell’erba secca il cuore

privato del calore

 

 

Inganno autunnale

Autunno dove sei?

Nascosto tra i colori

mi inganni ancora?

Solo abiti a festa

dalle mie finestre

attesa schermata

dal vetro dell’irrealtà

mi sorprenderai

arrivando improvviso

violento sulle foglie

sollevate in turbini

come uccelli migratori

verserò una lacrima

senza sapere dove cadrà

erranti io e te nel cielo

come stelle evanescenti

di lontani universi perduti

NESSUNA FRETTA – PAOLA PROSPERI

Malinconia. Un tempo che fugge troppo velocemente e non ci permette di assaporarlo fino in fondo. Appuntamenti mancati con la vita. Queste e altre sensazioni non dissimili regala al lettore la poesia di Paola Prosperi, una poesia fresca, pungente come una mattina di inverno. La nostra autrice non si lascia andare a prosaici sentimentalismi, né a vaghe romanticherie ma affronta i temi dell’amore e della perdita con la precisione di un chirurgo e con la consapevolezza di chi rifiuta le illusioni a buon mercato. Il tempo quotidiano è un ostacolo al ritmo di vita interiore che chiede lentezza, attenzione, cura; nella relazione con l’amato predomina il desiderio, l’autenticità ma spesso questa dimensione non è corrisposta, i tempi sono sfasati, non coincidenti. “Non avere fretta” sembra suggerirci la poetica di questa raccolta: solo nella poesia infatti ciò che non è possibile nella realtà diventa possibile: tutto avviene comunque, anche se in altri tempi e in altri spazi.

È il potere della poesia quello di far accadere l’impossibile, rendendo vana l’inutile corsa del tempo cronologico. La poesia, come ben sappiamo, mira all’eternità.

Paola Prosperi, Nessuna fretta, Porto Seguro, Firenze, 2021

 

 

Buchi

Abbiamo buchi nella

maglia dell’anima.

Malinconie erranti

nomadi dolori

e fegati in frantumi –

spezzoni di un film che

non monteremo mai –

registri dei nostri

incubi diurni.

e le comparse distratte

a farsi un gin tonic al bar.

 

Stoviglie color nostalgia

Nella grande cucina

la nostalgia

stava

sulle vecchie stoviglie

color giallo canarino.

E la poesia

stava nascosta

accucciata

proprio dietro

la mia sinestesia

-ricordo docile d’infanzia complessa- quando vedevo

la musica

che saliva

su una scala di colori.

Stoviglie color nostalgia

ancora mi aspettano

sul ripiano della grande cucina

ogni volta che

chiudo gli occhi

e, stremata, mi assopisco.

 

Ostrica

Finita l’estate

-di caldo fiato e di luce violenta

Vestita-

l’ostrica, silenziosa e lenta,

richiude i battenti

e sprofonda

nel suo Io più remoto.

 

Scombinata

Sai,

Io penso di amarti

in quella maniera

un po’ scombinata

di quando si sta seduti

in punta della seggiola

da piccini.

E un po’ si sta per cascare.

E un po’ no.

VIAGGI INTERIORI di Giacomo Zanieri

“Viaggi interiori” è il titolo della raccolta poetica di Giacomo Zanieri. E di viaggi effettivamente si tratta. Non solo interiori. Talvolta anche di viaggi fisici ma in essi vive sempre e comunque una dimensione interiore senza la quale pare impossibile viaggiare. Con la poesia di Zanieri il lettore viaggia soprattutto col cuore attraverso stati d’animo che tutti conosciamo come l’amore, il senso di abbandono, la nostalgia, il sentirsi inadeguato e fuori dal tempo presente. Molte sono le città citate a cui il poeta dedica le proprie liriche: Venezia, Palermo, Napoli e soprattutto Firenze, la città natale. E tuttavia nella poetica di Zanieri, convivono anche molti altri luoghi “sfumati” come la spiaggia, la campagna e le stagioni. Sono metafore dell’esistenza, momenti di passaggio che appartengono al mondo interiore in cui, chiunque sia dotato di una certa sensibilità, non può non specchiarsi. Ecco allora che ne La voce dell’anima, la voce dell’anima è donna e Zanieri ci conduce in un viaggio nell’animo e nel corpo femminili mettendo in risalto la passionalità della scrittura dell’autore, passionalità che è sempre controbilanciata da una profonda dolcezza e da una malinconica lievità.

Maschile e femminile, inizio e fine sono gli opposti che si completano e la buona poesia è sempre una poesia degli opposti.

 

LA VOCE DELL’ANIMA

Una voce di donna si mischiò al rumore del mare,

la voce salì sempre più,

si alzò un’onda altissima e limpida.

Anche nel silenzio di lei potei sapere i suoi pensieri,

sentii le vibrazioni dell’anima.

Poi lei cantò e parlò,

mi diede boccate d’aria fresca,

fu tanto umana,

mi sollevò la voce della sua anima.

 

L’ESTATE

Si sdraiava sulla spiaggia

cercando il sole che non c’era,

guardava sconsolata gli ombrelloni chiusi,

cercava segni di vita dell’estate che finiva.

Si tuffava, nuotava nel mare,

c’era l’energia dei suoi vent’anni.

Accendeva il desiderio con il suo corpo bello.

Poi usciva dall’acqua,

in lei c’era l’estate,

cantava mentre ballava,

lei era il sole,

era il mare.

Con il suo costume rosso

mi lasciava l’ultima immagine dell’estate.

 

PASSATO

Immagina che io venga a prenderti in tram

dalla campagna andiamo in città.

Pensami col vestito grigio,

il cappello in testa,

il profumo sul viso.

E’ una mattina di sole,

luce sulle foglie,

sui poggi, su di noi.

Vediamo ville nel verde,

fattorie, campi di grano,

cavalli che corrono.

Arriviamo a Firenze,

pensa di pranzare insieme,

di camminare insieme,

senza fretta,

gustarci il nostro amore,

pensa di vedere i canottieri che remano nel fiume,

di vedere me giocare a biliardo,

e la sera di andare al cabaret,

e immagina spettacoli,

musica, ballerine

gambe in mostra che si muovono,

e pranzi in famiglia,

gli orologi a cipolla,

l’odore delle cose antiche.

Anni che non ho vissuto

ma che sento dentro,

voltandomi vedo gli strati del tempo,

sono come onde sulla riva,

una dopo l’altra,

bella successione,

piacevole illusione.

Immagina la Firenze dei nostri nonni,

non smettere di pensare,

fai durare questi pensieri,

falli vivere,

falli vivere.

ELEONORA FALCHI – VITA CHE SCORRE

Nel leggere Vita che scorre si avverte veramente un flusso, un flusso di emozioni tradotte in parole che afferra l’anima come farebbe la corrente di un fiume. La poetica di Eleonora Falchi coinvolge il lettore, lo chiama, lo scuote mettendogli davanti i grandi temi della vita: il sentire interiore (la poesia), la salute (intesa come integrità), la dimensione esteriore (gli altri, gli incontri). Spirito, corpo e anima. Ci sono tutti gli elementi necessari per esprimersi al meglio secondo una poetica che procede per immagini, frammenti di vita, emozioni tagliate e cucite sulla vita di ciascuno di noi.

Per questo è impossibile restare indifferenti alla potenza della parola, al grido lirico che ci richiama alle nostre radici, al nostro essere umani in corpo, anima e spirito, essere completi che, in questo preciso frangente storico, si sentono minacciati perché divisi, contingentati, oppressi. La poesia è libertà, è “gioia che si mostra e dolore che si scioglie” e chiede la partecipazione di tutti, “in chi legge il sentire di chi lo ha scritto”.

Alcuni estratti dal volume pubblicato dalla casa editrice Ensemble nel 2020:

 

 

OLTRE

Oltre il virus,

oltre la paura

 

oltre i limiti

oltre il dolore.

 

Ci sono i sogni,

ci sono spazi

 

oltre i confini

del corpo

da esplorare.

 

Ci sono possibilità

per sentirsi vivi.

 

 

SALUTE

Voglio tornare a ballare sul mare

 

voglio tornare a ridere per strada

 

voglio sentire il mio corpo rispondere

ai desideri senza ostacoli.

 

Voglio tornare a vivere all’esterno

 

al tempo degli impegni che si intersecano

 

al tempo in cui analisi e medicine

non sai nemmeno cosa sono.

 

Salute rientra in questo corpo

fammi respirare leggera.

 

 

QUANDO È POESIA?

È poesia quando

il dolore si scioglie in inchiostro;

compone versi.

 

È poesia quando

la gioia si mostra:

immagini di parole.

 

È poesia quando

la luce e l’ombra

si fondono in un testo che suscita

 

in chi legge il sentire

di chi lo ha scritto.

Il tempo e lo spazio poetico di Iveano Benigni Braschi

IL TEMPO, LO SPAZIO E I GERMOGLI DELL’ESSERE

di Iveano Benigni Braschi

Questo poemetto nasce dal dolore per la scomparsa di Franco Battiato a cui il poeta Benigni rende onore allegando al testo i dipinti del grande maestro della musica italiana. L’opera si compone dell’unione di tre elementi: il sogno, il buddismo e la meccanica quantistica. Benigni ha un particolare rapporto con il mondo onirico. Solo attraverso il sogno infatti, secondo lui, riusciamo ad avere una visione completa della nostra e altrui vita, a raggiungere posti lontani e persone lontane nel tempo. Il sogno annulla le barriere spazio temporali e ci pone in comunicazione continua con poeti, scrittori, artisti di altri tempi secondo un flusso inarrestabile di corrispondenze liriche. La filosofia buddista si lega a questa dimensione di annullamento del tempo, dello spazio e di ciclicità.

Di conseguenza, è facile intuire il legame con la meccanica quantistica poiché secondo questa ottica tutto è divenire, l’universo è in continuo movimento, non esiste materia inerte come d’altronde avviene nella poesia dove la parola è materia plasmabile all’interno del verso.

Alcuni estratti dal poemetto:

…Certo le vie reali

del sogno

portano la coscienza

in profondità,

vanno alla ricerca

delle radici antiche

del mistero della vita.

Tutto può succedere

in questo attimo

di meravigliosa sospensione,

l’irreale appare reale,

il piccolo grande,

il vicino lontano,

ritroviamo posti

e persone

che ci sono care,

ci sembra di essere

a casa…

…Un grande albero

sta nascendo

nella grotta cristallina

del mio cuore,

un albero

dal tronco possente,

dalle radici profonde,

dalle foglie dorate

e delicate…

…Anche l’energia

più sottile partecipa

alla danza del tutto.

Gli atomi e i quanti

si muovono

da un punto all’altro

senza mai fermarsi…

…Universi paralleli

si cercano,

si sfiorano

senza mai toccarsi,

lasciando la loro scia

di stupore

nell’immensità

dello spazio…

 

 

MATERA

di Iveano Benigni Braschi

Il poemetto intitolato “Matera” è ispirato da una visita reale alla città tufacea. Il poeta, facendo leva sull’etimologia del toponimo (Matera da “mater”) lo articola come se si trattasse di un dialogo tra madre e figlio. Con le parole della poesia, il lettore è coinvolto in un viaggio che ha il sapore di un ritorno nel grembo materno, nel passato ancestrale personale e cosmico. Esplorare i suoi vicoli è come riallacciare un legame con la cultura arcaica pre-cristiana riscoprendo il senso di appartenenza alla madre terra. Secondo una visione ciclica della vita, la madre rappresenta la nascita e la morte, l’inizio e la fine.

La poesia ha quindi il compito di dare voce al sentimento nostalgico di un’appartenenza perduta a cui la recente standardizzazione e secolarizzazione dell’esistenza ha dato il colpo di grazia. La poesia che va oltre il tempo e lo spazio recuperando ciò che di sacro ancora resta nell’anima dell’umanità.

Alcuni estratti dal poemetto:

…Era come un ritorno,

un ritorno nell’utero

dei sogni

e delle apparizioni,

nella ferita profonda

dell’oscurità,

nel santuario

della pietra vulcanica

dove velate apparivano

figure femminili avvolte

in mantelli verdi e azzurri

che sorridevano

e danzavano attorno

ad un altare di pietra porosa,

a una corona di rododendri,

al fuoco sempre acceso

della notte…

…I Sassi parlavano

al cuore dell’uomo,

svelavano i segreti,

le leggende

del tempo perduto,

le trasformazioni incessanti

della natura…

…E io ti accoglierò

nel mio ventre di pietra,

nella mia culla

di erica e trifoglio,

di verbena e madreselva,

nella casa

della Luna nera,

del Sole di mezzanotte,

ti abbraccerò

col mio corpo di donna

forte e appassionata

che ha attraversato

il fiume dei sospiri

e delle lacrime…