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Monthly Archives: giugno 2020

Come la pioggia

ESTASI POST-NUCLEARE. UNA PASSEGGIATA NELLA ZONA di Markijan Kamyš

Markijan Kamyš, Una passeggiata nella zona, trad. dall’ucraino di Alessandro Achilli, Keller ed., Rovereto (TN), 2019 Una passeggiata nella zona di Markijan Kamyš, giovane autore ucraino nato nel 1988, è una lettura che intriga, sorprende, conquista pur lasciando spazio a delle pause di riflessione tra un capitolo e un altro. La prima riflessione in realtà […]

L’ultimo giorno, poesie di Stefano Fortelli

di Chiara Rantini Stefano Fortelli, L’ultimo giorno (Versi dell’aldilà), Youcanprint, 2019 Un senso di vuoto pervade il lettore sin dai primi versi di questa silloge di Stefano Fortelli. Il poeta sembra prendere per mano il lettore e condurlo in un non-spazio, nel luogo, impossibile da descrivere, dell’assenza. Si tratta di un “aldilà” che non ha […]

Il Cantico dei Cantici. L’amore tra cronaca e segno 

di Daniele Marletta L’importante è esagerare, titolava Iannacci. Ma a forza di esagerare è facile dire banalità. Non ci aspettavamo nulla di particolarmente profondo da una lettura del Cantico dei Cantici fatta da Roberto Benigni. Non è un poeta, non è un esegeta, non è neppure un esperto di letteratura ebraica. Nessuna sorpresa, dunque, per […]

INCONTRI FANTASTICI NELLA STORIA. LA NARRATIVA DI ALFREDO BETOCCHI.

di Chiara Rantini In questa breve intervista conosciamo un autore emergente italiano, nato in Grecia ma residente a Firenze da molti anni, Alfredo Betocchi. Scrittore di romanzi, racconti, poesie e favole per bambini, negli ultimi anni ha dato alle stampe una trilogia sospesa tra il genere fantastico e quello storico: L’orologio della torre antica, La […]

LE POESIE DI ANDREA ASCOLESE

di Chiara Rantini Andrea Ascolese, Poesie, I Quaderni del Battello Ebbro, Corleone, 2019   Andrea Ascolese è attore, cantautore, formatore in ambito teatrale. E come spesso accade in questi casi, la poesia è quasi un inevitabile approdo. Questa raccolta di poesie apparentemente disomogenea, ha come elemento unificante il tema del viaggio. Il viaggio inteso come […]

Divag-azione estiva nel verde Mugello: Paterno e Cerreto Maggio

Paterno è un borgo di poche case sovrastato da una ex cava di pietra. Si trova a pochi chilometri da Vaglia e dalla statale che proviene da Firenze.

Da Paterno seguiamo le indicazioni per Cerreto Maggio su strada asfaltata vicino al corso del Borro dei Granchi.

Dopo le prime case, la strada diventa sterrata e ombrosa.

Superato il ponte sul borro, il percorso torna asfaltato e in salita. Dopo alcuni tornanti su cui si affacciano delle splendide ginestre in fiore, appare il profilo del campanile della pieve di Cerreto Maggio.

In prossimità della chiesa, abbandoniamo la strada principale per visitare l’edificio religioso, oggi disgraziatamente, in stato di abbandono.

Facendosi largo tra erbe infestanti è possibile fare il periplo della pieve scoprendo il suo caratteristico impianto romanico. Purtroppo non è visitabile all’interno.

Lasciata la chiesa e il monumento ai Caduti posto in alto davanti all’edificio religioso, proseguiamo sul percorso principale ignorando a sinistra la diramazione per Pescina (sentiero n. 7).

 

Ora è una soleggiata carrareccia che sale tra radi boschetti e campi coltivati. Il paesaggio è davvero bucolico.

Raggiunte alcune case e salutato uno splendido asinello, il sentiero arriva ad un trivio: a sinistra inizia il sentiero 8 per Volmiano e Legri, ancora più sinistra troviamo il sent. 00 verso Monte Morello, a destra sempre lo 00 che prosegue in direzione del M.te Gennaro e il passo delle Croci di Calenzano.

 

Per il momento, la nostra escursione termina qui in attesa di essere ripresa in tutte le direzioni.

 

 

 

 

 

 

GALLERIA DI IMMAGINI

 

Le ginestre sul percorso
Verde Mugello
La pieve di Cerreto Maggio
Borro dei Granchi