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Category Archives: Brevia

Come la pioggia

Intervista con l’autore: Romina Bramanti

Cari lettori, oggi abbiamo incontrato Romina Bramanti, nata e cresciuta in Versilia, scrittrice di prosa e poesia. – Com’è nata la passione per la scrittura? Da bambina mi sono accorta che esprimermi a parole non era il mio forte, vuoi per la timidezza, vuoi per il fatto che abitavo in aperta campagna ed ero circondata […]

La vita contro la morte. “Notte inquieta” di Albrecht Goes

  di Chiara Rantini Albrecht Goes, Notte inquieta, Marcos y Marcos, Milano, 2011 Questa volta non recensisco un libro fresco di stampa. Notte inquieta è stato pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Marcos y Marcos. Ha avuto moltissime traduzioni in tutto il mondo e in Italia è arrivato tardivamente, dopo che la BBC aveva già […]

Un pensiero su La resa delle ombre

di Maria Pia Michelini   Chiara Rantini, La resa delle ombre, Alcheringa, Anagni 2018 Lena, Janis e Adrian. Difficile individuare il protagonista principale di questa storia che, pagina dopo pagina rapisce il lettore in un viaggio dentro la mente e l’animo umano. Se Janis conduce i suoi passi su una strada contorta dove si combattono […]

CALCARE. RIFLESSIONI SU UN RACCONTO DI ADALBERT STIFTER.

di Chiara Rantini Il calcare è una roccia sedimentaria che si è formata nei millenni da fossili stratificati. È quindi una roccia che ci potrebbe narrare molte storie. Calcare è anche il titolo di un racconto di Adalbert Stifter inserito nella raccolta Bunte Steine, Pietre colorate. Kalkstein è un testo scritto con grande maestria e […]

LE PORTE DEL CIELO. SCOPRIRE IL ROMANICO IN TOSCANA

di Chiara Rantini Simone Bartolini, Le porte del cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane, Ed. Polistampa, Firenze, 2017 Questo testo ha origine da uno studio approfondito sul simbolismo della luce all’interno delle chiese romaniche; nello specifico, la ricerca si concentra sull’osservazione della luce in alcuni periodi dell’anno: dal giorno di Pasqua agli equinozi […]

Senza ritorno

Dopotutto le tue tracce sarebbero potute rimanere nel giardino o nella casa. Cautamente restare sulla soglia, tra il camino spento e il riverbero della luce d’estate. Lasciare almeno un’orma, l’ombra di un passo, un filo argentato come il lungo tessere di un ragno. Anche se lontane, avrei potuto raggiungerle. E invece sono scomparse come il leggero ticchettio delle tue scarpe, su e giù sulle scale.

Avvolti nel silenzio, sono divenuti incerti i miei passi quando mi imbatto in piccoli ricordi.

Scarpe, soglia e strada. Un’ombra che si dilegua. Senza ritorno.

C.R.

Tonalità

Tutte le mattine era lo stesso strazio. Scendevo le scale di casa, attraversavo la città in tram avvolto nel caldo cappotto blu, camminavo veloce fino alla piazza. Poi lo sguardo si perdeva tra le arcate dei portici barocchi, sui volti di sconosciuti, tra il fogliame rado dell’incipiente inverno. Andavo avanti come un automa fino alla soglia della classe di terza liceo. Mi aspettavano sulla porta come cani randagi in cerca di prede, pronti a sbeffeggiarmi a causa della mia voce. Per paura delle loro risate stavo sempre in silenzio e la grande finestra dell’atrio della scuola era per me il solo luogo di pace. Dalla parte opposta della piazza la cupola verde del teatro d’opera mi incoraggiava a resistere alle offese. Sapevo che, un giorno, la mia splendida voce di contralto avrebbe trionfato, stregando una moltitudine di persone. Dal palco, avrei posato il mio sguardo oltre i cattivi ricordi verso un nuovo orizzonte fatto di note delicate e parole d’amore. Tonalità della mia voce.

C. R.