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Monthly Archives: giugno 2018

Come la pioggia

ESTASI POST-NUCLEARE. UNA PASSEGGIATA NELLA ZONA di Markijan Kamyš

Markijan Kamyš, Una passeggiata nella zona, trad. dall’ucraino di Alessandro Achilli, Keller ed., Rovereto (TN), 2019 Una passeggiata nella zona di Markijan Kamyš, giovane autore ucraino nato nel 1988, è una lettura che intriga, sorprende, conquista pur lasciando spazio a delle pause di riflessione tra un capitolo e un altro. La prima riflessione in realtà […]

L’ultimo giorno, poesie di Stefano Fortelli

di Chiara Rantini Stefano Fortelli, L’ultimo giorno (Versi dell’aldilà), Youcanprint, 2019 Un senso di vuoto pervade il lettore sin dai primi versi di questa silloge di Stefano Fortelli. Il poeta sembra prendere per mano il lettore e condurlo in un non-spazio, nel luogo, impossibile da descrivere, dell’assenza. Si tratta di un “aldilà” che non ha […]

Il Cantico dei Cantici. L’amore tra cronaca e segno 

di Daniele Marletta L’importante è esagerare, titolava Iannacci. Ma a forza di esagerare è facile dire banalità. Non ci aspettavamo nulla di particolarmente profondo da una lettura del Cantico dei Cantici fatta da Roberto Benigni. Non è un poeta, non è un esegeta, non è neppure un esperto di letteratura ebraica. Nessuna sorpresa, dunque, per […]

INCONTRI FANTASTICI NELLA STORIA. LA NARRATIVA DI ALFREDO BETOCCHI.

di Chiara Rantini In questa breve intervista conosciamo un autore emergente italiano, nato in Grecia ma residente a Firenze da molti anni, Alfredo Betocchi. Scrittore di romanzi, racconti, poesie e favole per bambini, negli ultimi anni ha dato alle stampe una trilogia sospesa tra il genere fantastico e quello storico: L’orologio della torre antica, La […]

LE POESIE DI ANDREA ASCOLESE

di Chiara Rantini Andrea Ascolese, Poesie, I Quaderni del Battello Ebbro, Corleone, 2019   Andrea Ascolese è attore, cantautore, formatore in ambito teatrale. E come spesso accade in questi casi, la poesia è quasi un inevitabile approdo. Questa raccolta di poesie apparentemente disomogenea, ha come elemento unificante il tema del viaggio. Il viaggio inteso come […]

I LUOGHI DEL ROMANZO: LE ACQUE

TERRA, ACQUA, ARIA sono gli elementi che caratterizzano e scandiscono il susseguirsi degli stati d’animo dei protagonisti del romanzo “La resa delle ombre”. In questa prima parte dedicata ai luoghi, parleremo delle acque e del ruolo che hanno all’interno del testo.

LE ACQUE

Il Mare

Il mare assume una particolare valenza simbolica. Esso rappresenta l’infinito, ciò che è senza limiti e, non per ultimo, la dimensione in cui Janis vorrebbe annientarsi per essere libero dal male che lo affligge.

In lontananza udivo il respiro del mare.

Le tenebre ammantavano quasi tutto e io procedevo a tentoni. Guardando il cielo mi accorsi che era percorso da guizzi improvvisi di luce. Si stava avvicinando un temporale.

Ormai camminavo sulle dune chiare in uno stato di trance, guidata da una voce interiore che mi suggeriva di raggiungere il mare.

Mi voltai indietro richiamata da un sibilo: il vento piegava i fusti e scuoteva le fronde dei pini con una furia incontrollata. La foresta gemeva e io ebbi paura.

Paura, senso di smarrimento, desiderio di autodistruzione sono elementi che fanno del mare qualcosa di inquietante. Tuttavia, esiste anche un aspetto opposto che convive con questo lato tenebroso. Il mare rappresenta l’unica reale possibilità per una rinascita: dall’acqua, infatti, avrà origine una nuova vita, la figlia di Janis. Sulla riva del mare avverrà il loro primo incontro in una dimensione onirica e surreale, incontro che permetterà al musicista di comprendere che una via di salvezza può esistere.

Il mare rappresentava l’indistinto, l’assenza di un luogo preciso, in sostanza il modo in cui aveva vissuto fino a quel momento. Nelle profondità marine avrebbe potuto annegare il dolore del passato e le incertezze per il futuro, ma non sarebbe stato possibile dimenticare il volto della sua bambina. Sebbene l’avesse vista per un tempo brevissimo e quasi avvolta da una dimensione onirica, non c’era essere vivente sulla terra che avesse, per lui, maggiore concretezza.

 

Il Canale

Altro luogo simbolo del romanzo è il canale. Il canale nell’immaginario urbano e rurale è sempre stato l’elemento unificatore, ciò che mette in comunicazione fiumi di diversa provenienza e ciò che fa defluire le acque quando queste rappresentano una minaccia per l’ambiente.

Per Janis e Lena, il canale rappresenta una zona franca, un luogo che è sul confine tra la terra e l’acqua e che permette di distaccarsi da tutte le preoccupazioni e paure. Janis e Lena si ameranno proprio su una barca lungo il canale e ogni qual volta ci saranno delle incomprensioni tra di loro, camminare sull’argine del canale, riporterà la pace.

Ci dirigemmo verso la riva e salimmo sulla barca, sedendoci sul fondo dello scafo. Era umido ed emanava un forte odore di muschio e di alghe.

«Qui non possiamo sottrarci alla forza della vita. Qui, noi siamo due creature senza peso che si incontrano, per la prima volta, come differenti correnti marine destinate a confondersi in un unico grande e indistinto flusso.»

Il canale e quindi la barca che oscilla su di esso sono un luogo neutro, uno spazio dove confluiscono tutte le forze positive, la zona di “affluenza” dove vengono meno il peso della follia. Qui si creano le condizioni per una rinascita e per la creazione di una nuova vita.

La scelta della cover

Ho pensato a lungo a quale potesse essere la copertina più adatta ai contenuti del mio romanzo che, pur trattando di relazioni, anche amorose, non è classificabile come un “romanzo rosa”; è proprio infatti la questione dei colori dei generi letterari che mi ha fatto riflettere e dare un input per la ricerca di un’immagine adatta al testo. Dopo lungo pensare credo che il mio romanzo si possa definire un po’ bianco e un po’ nero laddove il nero rappresenta il margine, il bordo scuro che circonda e racchiude l’esistenza dei protagonisti mentre il bianco è ciò che essi realmente sono, la loro essenza nascosta, luce di cui inconsapevolmente brillano Janis, Adrian e Lena. Il nero evoca l’abisso di emozioni, la spirale di sensazioni contrastanti in cui vivono, il bianco ricorda la nebbia e la neve, elementi che avendo un alto valore simbolico all’interno del romanzo, rappresentano la speranza, la luce di una possibile salvezza.

Era quindi necessario trovare un’immagine che sintetizzasse tutto ciò. Rovistando nell’archivio di foto del mio pc, ho scovato un’immagine interessante.

Ricordo di averla scattata in una giornata di tarda primavera alle pendici del monte che sovrasta la mia città. Camminavo in un passaggio irreale dominato dal bianco della nebbia e dal nero dei contorni degli alberi che apparivano come presenze spettrali immerse in un silenzio magico e seducente. Ad un crocevia ho rivolto lo sguardo verso un campo di ulivi: le piante e la terra erano scure, ammantate nella cenere della nebbia ma, in alto, il sole come una pallida sfera, illuminava il cielo. Da questo contrasto è nata la decisione di concedere a questa foto l’onore di essere la copertina del mio primo romanzo.

Guardatela attentamente e leggerete in essa le vicende dei protagonisti de “La resa delle ombre”.

Tonalità

Tutte le mattine era lo stesso strazio. Scendevo le scale di casa, attraversavo la città in tram avvolto nel caldo cappotto blu, camminavo veloce fino alla piazza. Poi lo sguardo si perdeva tra le arcate dei portici barocchi, sui volti di sconosciuti, tra il fogliame rado dell’incipiente inverno. Andavo avanti come un automa fino alla soglia della classe di terza liceo. Mi aspettavano sulla porta come cani randagi in cerca di prede, pronti a sbeffeggiarmi a causa della mia voce. Per paura delle loro risate stavo sempre in silenzio e la grande finestra dell’atrio della scuola era per me il solo luogo di pace. Dalla parte opposta della piazza la cupola verde del teatro d’opera mi incoraggiava a resistere alle offese. Sapevo che, un giorno, la mia splendida voce di contralto avrebbe trionfato, stregando una moltitudine di persone. Dal palco, avrei posato il mio sguardo oltre i cattivi ricordi verso un nuovo orizzonte fatto di note delicate e parole d’amore. Tonalità della mia voce.

C. R.

Finalmente in libreria!

La resa delle ombre

La resa delle ombre, il mio primo romanzo, è stato appena pubblicato dall’editrice Alcheringa.

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