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Monthly Archives: giugno 2018

Come la pioggia

Intervista con l’autore: Romina Bramanti

Cari lettori, oggi abbiamo incontrato Romina Bramanti, nata e cresciuta in Versilia, scrittrice di prosa e poesia. – Com’è nata la passione per la scrittura? Da bambina mi sono accorta che esprimermi a parole non era il mio forte, vuoi per la timidezza, vuoi per il fatto che abitavo in aperta campagna ed ero circondata […]

La vita contro la morte. “Notte inquieta” di Albrecht Goes

  di Chiara Rantini Albrecht Goes, Notte inquieta, Marcos y Marcos, Milano, 2011 Questa volta non recensisco un libro fresco di stampa. Notte inquieta è stato pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Marcos y Marcos. Ha avuto moltissime traduzioni in tutto il mondo e in Italia è arrivato tardivamente, dopo che la BBC aveva già […]

Un pensiero su La resa delle ombre

di Maria Pia Michelini   Chiara Rantini, La resa delle ombre, Alcheringa, Anagni 2018 Lena, Janis e Adrian. Difficile individuare il protagonista principale di questa storia che, pagina dopo pagina rapisce il lettore in un viaggio dentro la mente e l’animo umano. Se Janis conduce i suoi passi su una strada contorta dove si combattono […]

CALCARE. RIFLESSIONI SU UN RACCONTO DI ADALBERT STIFTER.

di Chiara Rantini Il calcare è una roccia sedimentaria che si è formata nei millenni da fossili stratificati. È quindi una roccia che ci potrebbe narrare molte storie. Calcare è anche il titolo di un racconto di Adalbert Stifter inserito nella raccolta Bunte Steine, Pietre colorate. Kalkstein è un testo scritto con grande maestria e […]

LE PORTE DEL CIELO. SCOPRIRE IL ROMANICO IN TOSCANA

di Chiara Rantini Simone Bartolini, Le porte del cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane, Ed. Polistampa, Firenze, 2017 Questo testo ha origine da uno studio approfondito sul simbolismo della luce all’interno delle chiese romaniche; nello specifico, la ricerca si concentra sull’osservazione della luce in alcuni periodi dell’anno: dal giorno di Pasqua agli equinozi […]

I LUOGHI DEL ROMANZO: LE ACQUE

TERRA, ACQUA, ARIA sono gli elementi che caratterizzano e scandiscono il susseguirsi degli stati d’animo dei protagonisti del romanzo “La resa delle ombre”. In questa prima parte dedicata ai luoghi, parleremo delle acque e del ruolo che hanno all’interno del testo.

LE ACQUE

Il Mare

Il mare assume una particolare valenza simbolica. Esso rappresenta l’infinito, ciò che è senza limiti e, non per ultimo, la dimensione in cui Janis vorrebbe annientarsi per essere libero dal male che lo affligge.

In lontananza udivo il respiro del mare.

Le tenebre ammantavano quasi tutto e io procedevo a tentoni. Guardando il cielo mi accorsi che era percorso da guizzi improvvisi di luce. Si stava avvicinando un temporale.

Ormai camminavo sulle dune chiare in uno stato di trance, guidata da una voce interiore che mi suggeriva di raggiungere il mare.

Mi voltai indietro richiamata da un sibilo: il vento piegava i fusti e scuoteva le fronde dei pini con una furia incontrollata. La foresta gemeva e io ebbi paura.

Paura, senso di smarrimento, desiderio di autodistruzione sono elementi che fanno del mare qualcosa di inquietante. Tuttavia, esiste anche un aspetto opposto che convive con questo lato tenebroso. Il mare rappresenta l’unica reale possibilità per una rinascita: dall’acqua, infatti, avrà origine una nuova vita, la figlia di Janis. Sulla riva del mare avverrà il loro primo incontro in una dimensione onirica e surreale, incontro che permetterà al musicista di comprendere che una via di salvezza può esistere.

Il mare rappresentava l’indistinto, l’assenza di un luogo preciso, in sostanza il modo in cui aveva vissuto fino a quel momento. Nelle profondità marine avrebbe potuto annegare il dolore del passato e le incertezze per il futuro, ma non sarebbe stato possibile dimenticare il volto della sua bambina. Sebbene l’avesse vista per un tempo brevissimo e quasi avvolta da una dimensione onirica, non c’era essere vivente sulla terra che avesse, per lui, maggiore concretezza.

 

Il Canale

Altro luogo simbolo del romanzo è il canale. Il canale nell’immaginario urbano e rurale è sempre stato l’elemento unificatore, ciò che mette in comunicazione fiumi di diversa provenienza e ciò che fa defluire le acque quando queste rappresentano una minaccia per l’ambiente.

Per Janis e Lena, il canale rappresenta una zona franca, un luogo che è sul confine tra la terra e l’acqua e che permette di distaccarsi da tutte le preoccupazioni e paure. Janis e Lena si ameranno proprio su una barca lungo il canale e ogni qual volta ci saranno delle incomprensioni tra di loro, camminare sull’argine del canale, riporterà la pace.

Ci dirigemmo verso la riva e salimmo sulla barca, sedendoci sul fondo dello scafo. Era umido ed emanava un forte odore di muschio e di alghe.

«Qui non possiamo sottrarci alla forza della vita. Qui, noi siamo due creature senza peso che si incontrano, per la prima volta, come differenti correnti marine destinate a confondersi in un unico grande e indistinto flusso.»

Il canale e quindi la barca che oscilla su di esso sono un luogo neutro, uno spazio dove confluiscono tutte le forze positive, la zona di “affluenza” dove vengono meno il peso della follia. Qui si creano le condizioni per una rinascita e per la creazione di una nuova vita.

La scelta della cover

Ho pensato a lungo a quale potesse essere la copertina più adatta ai contenuti del mio romanzo che, pur trattando di relazioni, anche amorose, non è classificabile come un “romanzo rosa”; è proprio infatti la questione dei colori dei generi letterari che mi ha fatto riflettere e dare un input per la ricerca di un’immagine adatta al testo. Dopo lungo pensare credo che il mio romanzo si possa definire un po’ bianco e un po’ nero laddove il nero rappresenta il margine, il bordo scuro che circonda e racchiude l’esistenza dei protagonisti mentre il bianco è ciò che essi realmente sono, la loro essenza nascosta, luce di cui inconsapevolmente brillano Janis, Adrian e Lena. Il nero evoca l’abisso di emozioni, la spirale di sensazioni contrastanti in cui vivono, il bianco ricorda la nebbia e la neve, elementi che avendo un alto valore simbolico all’interno del romanzo, rappresentano la speranza, la luce di una possibile salvezza.

Era quindi necessario trovare un’immagine che sintetizzasse tutto ciò. Rovistando nell’archivio di foto del mio pc, ho scovato un’immagine interessante.

Ricordo di averla scattata in una giornata di tarda primavera alle pendici del monte che sovrasta la mia città. Camminavo in un passaggio irreale dominato dal bianco della nebbia e dal nero dei contorni degli alberi che apparivano come presenze spettrali immerse in un silenzio magico e seducente. Ad un crocevia ho rivolto lo sguardo verso un campo di ulivi: le piante e la terra erano scure, ammantate nella cenere della nebbia ma, in alto, il sole come una pallida sfera, illuminava il cielo. Da questo contrasto è nata la decisione di concedere a questa foto l’onore di essere la copertina del mio primo romanzo.

Guardatela attentamente e leggerete in essa le vicende dei protagonisti de “La resa delle ombre”.

Tonalità

Tutte le mattine era lo stesso strazio. Scendevo le scale di casa, attraversavo la città in tram avvolto nel caldo cappotto blu, camminavo veloce fino alla piazza. Poi lo sguardo si perdeva tra le arcate dei portici barocchi, sui volti di sconosciuti, tra il fogliame rado dell’incipiente inverno. Andavo avanti come un automa fino alla soglia della classe di terza liceo. Mi aspettavano sulla porta come cani randagi in cerca di prede, pronti a sbeffeggiarmi a causa della mia voce. Per paura delle loro risate stavo sempre in silenzio e la grande finestra dell’atrio della scuola era per me il solo luogo di pace. Dalla parte opposta della piazza la cupola verde del teatro d’opera mi incoraggiava a resistere alle offese. Sapevo che, un giorno, la mia splendida voce di contralto avrebbe trionfato, stregando una moltitudine di persone. Dal palco, avrei posato il mio sguardo oltre i cattivi ricordi verso un nuovo orizzonte fatto di note delicate e parole d’amore. Tonalità della mia voce.

C. R.

Finalmente in libreria!

La resa delle ombre

La resa delle ombre, il mio primo romanzo, è stato appena pubblicato dall’editrice Alcheringa.

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