Come la pioggia

Sulle montagne artiche. “Il pastore d’Islanda” di G. Gunnarsson

Gunnar Gunnarsson, Il pastore d’Islanda, Iperborea, Milano, 2016 (prima edizione) Recensione di Chiara Rantini Il pastore d’Islanda è un racconto lungo in cui si narrano le vicende di Benedikt, un uomo di 54 anni che, ormai da 27 anni, all’inizio di ogni inverno, nel periodo dell’Avvento, lascia la costa islandese dove abita per addentrarsi sugli […]

Boris Borisovič Ryžij. L’ultimo poeta sovietico e il primo di nuova generazione

di Chiara Rantini Quest’anno ricorre il ventennale della morte del poeta russo Boris Borisovič Ryžij. Molto conosciuto in patria, in Europa e soprattutto in Italia, è noto solo agli addetti ai lavori e a chi s’interessa di letteratura russa contemporanea. Poeta di un’epoca di transizione, resta ai margini proprio perché difficilmente inquadrabile in un movimento […]

“Qualcuno si ricorderà di noi”, un testo teatrale di Alessia Pizzi

Alessia Pizzi, Qualcuno si ricorderà di noi, testo teatrale, Fusibilia Libri, 2020 Ispirandosi all’antichità greca, Alessia Pizzi ci conduce in una pièce di un solo atto a colloquio con tre poetesse di età ellenistica: Erinna, Anite e Nosside. Vittime di un ingiustificato oblio, l’autrice compie la lodevole operazione di portare all’attenzione dei lettori la loro […]

Stefano Fortelli e la dark-poetry

INTERVISTA a cura di Chiara Rantini Chi è Stefano Fortelli? Quando ha avuto inizio la passione per la scrittura e perché? Ammesso che Stefano Fortelli esista, oggi è in larga parte la personalità che si evince dai suoi scritti. Ho cominciato a scrivere circa sette anni fa, ma non mi sento appassionato di scrittura più […]

COCCI DI BOTTIGLIA, silloge di Benedetto Ghielmi

Benedetto Ghielmi, Cocci di bottiglia, 2000diciassette ed., 2020 Cocci di bottiglia è la prima raccolta poetica di Benedetto Ghielmi, autore molto attivo nel panorama degli scrittori emergenti. Già dal titolo, si ha la sensazione di entrare in un mondo frantumato dove però, l’intenzione del poeta è quella di ricomporre ciò che è andato in pezzi. […]

ETTY HILLESUM – Emozione e coraggio

In occasione dell’evento nazionale de L’Eredità delle Donne, ho scritto un breve poema in ricordo di una delle figure intellettuali più importanti del secolo scorso: Etty Hillesum (1914-1943). Il tema de L’Eredità delle Donne verteva sulle intelligenze femminili e la pensatrice olandese, di cui il 15 gennaio era l’anniversario della nascita, è stata davvero un esempio di intelligenza empatica, o come essa stessa preferiva definire, intelligenza dell’anima.

Il mio testo è stato performato all’interno di un unico evento organizzato dal Laboratorio di poesia presso lo spazio multifunzionale del Gada in Via dei Macci a Firenze.

 

ETTY HILLESUM – EMOZIONE E CORAGGIO

 

 

Vento d’inverno.

Ho camminato lungo il canale.

Nonostante i divieti.

Alt!

Fermati, perché non puoi, non puoi passare!

Le disposizioni parlano chiaro.

Ma io non voglio parlare con le disposizioni.

Parlo con l’erba fresca dell’argine.

Verde.

Come la vita.

Disposizioni.

Nere, come la morte.

 

Mio padre è triste. Mia madre è silenziosa. Mio fratello suona il piano.

L’amato Julius distende le mani e aspetta la fine.

Lui sa.

Sulla bocca di tutti gli ebrei rimbalza il nome di uno stato: PO-LO-NIA

“Mamma, ci sono i canali in Polonia? E i gelsomini, i lillà, fioriscono in primavera?”

Non sono più una bambina sebbene scriva un diario. E la mamma non sa rispondere.

Scrivo un diario per non morire anzitempo. E ricerco parole di sopravvivenza.

Parole semplici, nel numero giusto.

Una ricerca silenziosa che scivola lenta sulla carta.

Ma sto in agguato!

Le parole non arrivano, se non quando l’anima si abbandona al flusso della vita.

Al flusso e al tempo

senza inutili ribellioni.

Le allodole e i fiori penduli.

Non ricamano, non comprano,

eppure le loro vesti sono come gemme preziose.

 

Non aspettarsi niente dal mondo esterno e finire col ricevere qualcosa di inatteso.

È difficile in un giorno di pioggia o durante una guerra

ma se sollevo lo sguardo al cielo

Scopro che la profondità è verità

muta la disposizione d’animo

divento forte

come se dovessi attraversare un deserto

e già cammino nel deserto,

nel deserto delle circostanze sfavorevoli

con cuore favorevole

e ali pronte a planare sicure

 

Dio! Dove sei?

Apri le sorgenti!

Lascia sgorgare come acqua dal Tuo costato

quella parte divina che si nasconde in me

e in tutti,

anche nei carnefici

Fammi intermediaria

di pace pur non avendo la pace

ridurre le cose alla nuda realtà

ridurre le cose alla nuda REALTÀ

Mi specchio nelle acque torbide del canale

sul volto,

le umiliazioni tracciano ombre

quante umiliazioni!

Molte!

E io? Dove sono?

Non cado nella trappola

della millanteria che maschera la paura

io sono libera

se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo

una pace futura sarà possibile

possibile

senza odio e con molta fede

Scende la notte.

Sull’argine il vento tace

è l’ora del ritorno

sulla scrivania carte sparse

una copia delle poesie di Rilke

innumerevoli piccoli taccuini

aspettano me

e la semplicità delle parole che non arrivano

 

solitudine della camera

io e lui

l’amato e Dio

pietre indistruttibili che resistono

all’abbandono

e alle porte che si apriranno

sulla prigionia

dico che non avranno la mia anima

posso sopportare e vincere

guardare in faccia ogni dolore

e sperare fino all’apice della speranza

 

Ti abbraccio madre cara

dallo stipite della porta lascio la tua casa

Padre, mi mancherà la tua mano che tiene la mia lungo l’argine del canale

e la musica, la musica

che accompagnava i pomeriggi d’autunno

con le bianche dita fraterne

io vado nel regno della memoria

tra la neve di emozioni fragili e intense

mi sentite?

Di tanto in tanto vi manderò notizie.

Non ascoltate il dolore

vi toglierà la vita.

Fatevi coraggio. Ritorneremo tutti un giorno.

Aspettate e non dimenticate.

 

IN TUTTO VIVE L’IMMENSO – Il respiro poetico in “La veste dell’infinito amore”

Questa ultima silloge di Chiara Rantini segue, come in un continuum, le due precedenti raccolte Un paradiso per Icaro e Rinascita. Nella prima opera si avverte netto il vagheggiare di un Paradiso, il desiderio di spezzare delle catene che ancora trattengono l’anelito di libertà; nella seconda, che potremmo definire di passaggio, viene a delinearsi il termine e l’inizio di una fase della vita dove però siamo ancora di fronte all’indefinito come i Prigioni di michelangiolesca memoria, rimanendo stupiti da qualcosa che si perde senza poter essere recuperato come la pioggia che, spesso, vi ricorre.

In questa raccolta l’autrice riesce ad andare oltre, a trovare l’armonia mancante che occorreva per “risolvere” quella atmosfera sospesa con cui ci aveva lasciati, avendo suscitato nel lettore quella stessa sensazione di sospensione che un accordo di settima è noto indurre nell’ascoltatore, proprio come avviene nel terzo movimento del Piano concerto n. 2 di Rachmaninov, in cui, nel finale, un passaggio di accordi di settima ci fa percepire proprio una sospensione. L’autrice ci fa dunque sentire immersi in una musicalità poetica la cui atmosfera trova giusto seguito e risoluzione in quest’ultima opera come in una successione di movimenti musicali. La silloge si apre con la poesia Vita liberata emblema del passaggio dall’irrisolto al compiuto:

«La vita è come un orizzonte lontano, / un sentiero sassoso / un volto nella nebbia»; su di lei corre lo sguardo cercando un approdo felice. Queste immagini poetiche preludono e, al tempo stesso, suggellano il passaggio da Rinascita a La veste dell’infinito amore. La sensazione di sospensione che disorienta come la nebbia viene superata; ormai giunti sul crinale lo sguardo cerca, potremmo dire scruta, sino a scorgere un approdo felice e «non sarà una bussola a salvarti / ma l’incanto della bellezza» (Vita liberata), la bellezza dell’amore. Questa energia d’amore, nel senso di amore universale per cose, persone, natura, si manifesta librandosi nell’aria sottile e leggera, come la piuma descritta nella poesia Energia. Qui l’immagine dell’energia è accostata a quella della piuma che “cade e non fa rumore”. È un’energia che “passa come fuoco invisibile” e richiama alla mente l’energia che, quando il nostro corpo è in perfetto equilibrio e salute, scorre nei Meridiani invisibile, “nell’ombra”, e silenziosa come una piuma. E così, come l’energia dei Meridiani riesce a scorrere libera in assenza di quei “blocchi” generati dallo stato di malessere, anche l’energia d’amore poetica si erge finalmente libera. È l’amore che adesso ricorre in questa nuova raccolta ed ecco che allora si susseguono, come zampilli di fontana, versi poetici di puro sentimento che spaziano dall’amor carnale che si accende in “amalgama di corpi indefiniti” (Tornare in mansarda) all’amore senza tempo de “gli innamorati non hanno orologio” (Gli innamorati), a quello rivolto agli alberi nel “bosco di terra/ odorosa di resina” (Finestra sul bosco) all’amore per il mare dove «l’onda aggiunge vita / confonde / mescola» (Identità settembrine) orizzonti e tempi, fino a quello provato in un incontro con una creatura del mondo animale «Occhio equino / infinita dolcezza richiami» (Incontro).

Lo “sguardo” poetico di Chiara si è fatto maturo e sereno come un sorriso confortevole, così il vascello dell’amore, ora che la pioggia si è fatta leggera, procede incessante di poesia in poesia «come una danza in un prato fiorito / come la discesa di un fiume verso la foce» (Similitudini d’amore).

La veste dell’infinito amore ci sorprende a ogni pagina per la bellezza delle immagini liriche ricche di una raffinata sensibilità che l’autrice riesce magistralmente a riportare nelle poesie, dove il lettore può cogliere la dinamica affettiva attenta verso luoghi e persone. Nulla ormai limita la fantasia poetica, che siano spazi aperti o ambienti chiusi, Chiara Rantini esplora il profondo e trova l’immenso ovunque.

Paolo Donati

 

Chiara Rantini, La veste dell’infinito amore, ed. Ensemble, Roma, 2025 

Libri Chiara Rantini – La Veste Dell’infinito Amore : Amazon.co.uk: Books

LA VESTE DELL’INFINITO AMORE, edita la nuova raccolta poetica

La veste dell’infinito amore è la nuova raccolta poetica di Chiara Rantini, edita da Ensemble edizioni, Roma, maggio 2025

 

«Questo libro è un viaggio sincero, perché l’autrice è nello specchio, immaginata dalla poesia che riflette se stessa».

Francesco Giorgi

«L’autrice ci fa dunque sentire immersi in una musicalità poetica la cui atmosfera trova giusto seguito e risoluzione in quest’ultima opera come in una successione di movimenti musicali».

Paolo Donati

 

UN PERCORSO DI VITA E DI CRESCITA INTERIORE

La vita è un percorso. Da quando scrivo e leggo poesie questa affermazione è divenuta ancora più vera. L’atto di scrivere è in sé un cammino di cui non sappiamo il termine.

Credo che sia un cammino meraviglioso perché apre universi sconosciuti, stabilisce collegamenti laddove lo sguardo del senso comune vedrebbe interruzione e discontinuità.

Con la poesia ho visitato la Siberia, sono entrata in contatto con il mondo della natura, traducendo in parole emozioni, sensazioni, incontri sperimentati nella vita reale; mi sono liberata del tempo, ho dialogato in altri linguaggi con altre dimensioni. Questo percorso non sarebbe stato possibile se non avessi compreso la fondamentale importanza della dimensione del contatto, della relazione e dell’abbandono di stereotipi mentali.

Vita e poesia dunque, si tengono sotto braccio sulla via della conoscenza.

nel flusso verde di poesia

salgo a tentoni

ai rami sporgenti

Il volume è acquistabile qui:

La veste dell’infinito amore – Ensemble

VOCI DAL SILENZIO, storie di eremiti contemporanei

Asceti della contemporaneità, gli eremiti di oggi sono persone che, in controtendenza, scelgono la via del silenzio, una via solitaria che non è fatta di solitudine ma di profonda conoscenza di sé e del prossimo. Una vita che si sottrae al diktat dell’efficienza e della velocità e sceglie l’attesa, la contemplazione.
“Eremos” è il deserto. Ciascuno di noi ha un deserto interiore che però può trasformare in giardino, in luogo di incontro anche all’interno di una vita solitaria.
Tutto sa di autentico nelle voci che raccontano esistenze diverse dall’ordinario dove ciò che accade (piacevole o spiacevole) viene accolto con grazia, con intelligenza, come segno di qualcosa che non sempre è comprensibile.
La natura è madre, talvolta un po’ severa ma comunque sempre benevola. Nella scelta di vivere semplicemente, con ciò che è essenziale, c’è la volontà di togliersi le maschere (del benessere, degli agi…) e di mettersi a nudo. La bellezza vera non ha orpelli : è nuda nella sua autenticità.

“La solitudine è il momento in cui ho bisogno di stare solo per rimisurare bene il mio rapporto con il cielo, con l’uomo, con il creato. Quindi la solitudine è solo un momento in vista della compagnia, della comunione. (…) Il silenzio è ciò che dà valore alla parola perchè nel silenzio ti accorgi di quante parole inutili dici o potresti dire, pensi o potresti pensare.”

Joshua Wahlen, Alessandro Seidita, Voci dal silenzio. Un viaggio tra gli eremiti d’Italia, ed. TEA, Milano, 2021

SCRIVERE, perché? Soprattutto poesia

Ricercate la ragione che vi chiama a scrivere; esaminate se essa estenda le sue radici nel più profondo luogo del vostro cuore, confessatevi se sareste costretto a morire, quando vi si negasse di scrivere – scrive Rainer Maria Rilke

Riprendo a scrivere su questo blog dopo molto tempo di silenzio. La scrittura, in verità, non è mai cessata, ma per un bisogno di raccoglimento, era tornata sulla carta, spinta dal vigore della penna.

Inchiostro su carta. Manoscritto.

Ora invece può tornare a manifestarsi e comincerò proprio da una riflessione sul senso della scrittura, in particolare dello scrivere versi.

In questi giorni si è fatto più forte il bisogno di versificare. Sentivo una spinta creativa.

La poesia crea; chi scrive è solo uno strumento, una sorta di profeta o messaggero. Questa è la parte mistica della scrittura poetica. L’esigenza non è quella di espellere delle parole dal proprio corpo, parole qualsiasi…No, il bisogno nasce da una ricerca (di cosa non è facile capire) che muove verso una purezza, una cristallina forma in cui le parole sono ridotte all’osso, all’essenziale, alla nudità.

Sì, forse è proprio la nudità l’oggetto della ricerca, intesa come semplicità, ciò che è, e non può essere niente di altro.

Tutti gli orpelli cadono, le aggiunte superflue si ritirano

né vento / né acqua dispersa / né passo incerto / che possa / far tracimare il vaso

Leggete Rilke, Robert Walser, Cristina Campo e i mistici spagnoli del Seicento. Troverete la chiave dell’essenzialità.

 

PERCORSO ESCURSIONISTICO – MONTE MORELLO (Firenze – Sesto Fiorentino) da Cercina a Carmignanello

Partenza: Cercina ( m 352) ore 9,30
Arrivo: Carmignanello (Case Solatio m 309) ore 12,30
Punto di maggiore altezza: Fonte dei Seppi m 620
————————————————————————-
Percorso escursionistico facile con dislivello in salita di circa 300 m
Caratteristiche del percorso: varietà di ambienti naturali (uliveti, macchia mediterranea, bosco ceduo e bosco di conifere, attraversamenti di corsi d’acqua)
Carta escursionistica del Monte Morello
————————————————————————–
Nebbia al mattino in città.. ma non ci scoraggiamo io e mia figlia… A Cercina ci accoglie un magnifico sole. Saliamo nel bosco di farnie e conifere (cipressi, pini) percorrendo il sentiero 16A fino al piazzale Leonardo da Vinci.. Da lassù la vista domina sulla piana fiorentina coperta da uno spesso strato di nebbia e lontano appaiono come isole le cime dell’Appennino imbiancate (Apuane, Corno alle Scale). Inizia qui un breve tratto su strada asfaltata (panoramica) che ci porta alla Fonte dei Seppi.
Il tempo di riempire la borraccia con acqua fresca e via giù torniamo verso la pianura scendendo dai sentieri 2b e 3, lambendo prima il gruppo di case abbandonate detto Torre di Baracca, torre di avvistamento di chiara origine medievale e poi, dopo aver incrociato e guadato il torrente Zambra con le sue belle cascate, raggiungiamo, percorrendo il sentiero 4, il borgo di origine medievale di Carmignanello con la sua pieve romanica (San Bartolomeo) ora, finalmente, in restauro.
Prima di arrivare a Case Solatio  passiamo da un viale di cipressi che misteriosamente… fumano! Il sole irrompe sulla strada con raggi obliqui e a noi sembra di essere state catapultate in una saga fantasy.
La nebbia, nel frattempo, ha abbandonato anche la città. Il ritorno è accompagnato dal sole. Da Case Solatio la discesa verso la periferia nord di Firenze (Il Sodo) è su comoda strada asfaltata.

 

Partenza da Cercina
Il sentiero 16A sale nel bosco
Da Piazzale Leonardo da Vinci sguardo sulla piana fiorentina avvolta dalla nebbia
Fonte dei Seppi
Lungo il sentiero 2B appare la Torre di Baracca
Fonte Giallina – Torrente Zambra
Pieve di San Bartolomeo a Carmignanello
Il viale di cipressi attraversato dai raggi del sole verso la nostra meta, Case Solatio

NOVITÀ Pubblicata l’Antologia “Fissando in volto il gelo”

 

Nel marzo del 2023, è stata pubblicata da Terra d’ulivi edizioni, l’antologia poetica “FISSANDO IN VOLTO IL GELO – Poeti contro il Green Pass”, a cura di Luca Bresciani, Ivan Crico, Paolo Gera, Mario Marchisio e Paolo Pera.

L’antologia raccoglie un’ampia selezione di testi pubblicati sul blog “Fissando in volto il gelo – Poeti contro il Green Pass”, in un arco di tempo che va dal 30 novembre 2021 al 29 novembre 2022.

Il nome del gruppo è un’elaborazione di un verso di Osip Ėmil’evič Mandel’štam scritto nel 1937 poco tempo prima di essere deportato nei gulag siberiani.

Il blog si è rivolto alla raccolta di componimenti poetici che rompessero la consegna del silenzio voluta dalle istituzioni e dessero voce alle istanze civili di chi vedeva nella pratica del green pass una pericolosissima restrizione dei diritti garantiti dalla Costituzione italiana.

Successivamente si sono aggiunti testi critici, racconti, opere artistiche, canzoni di importanti autori noti anche a livello internazionale che però, per ragioni di spazio e di coerenza stilistica, non sono presenti in questa antologia.

Non si tratta della classica antologia in cui ci si limita a raccogliere dei testi spediti dai poeti su invito dei curatori. Fin dall’inizio il progetto è stato caratterizzato da un quotidiano, fittissimo colloquio tra gli autori che si sono resi disponibili a collaborare, creando spazi di dialogo dove poter confrontarsi in ogni momento, anche su temi di viva attualità, organizzando riunioni e conferenze online e con pubbliche e private letture dalle Alpi alle pendici dell’Etna.

I testi sono quasi tutti inediti: si è segnalato a fondo pagina, prima della data d’inserimento del blog, quelli invece già pubblicati precedentemente, ma perfettamente in linea con le intenzioni del gruppo.

Le poesie inserite sono divise in cinque sezioni: 1) Profezie; 2) Lock- down; 3) Green pass; 4) Super green pass; 5) Scenari futuri. Utopie-di- stopie, per seguire lo sviluppo cronologico degli avvenimenti che vanno dal 2020 sino al 2022 e in modo che i testi diventassero testimonianza viva e creativa del lungo periodo di crisi.

Gli stili sono diversi, ma rispecchiano la pluralità di voci presenti nel gruppo: la descrizione realistica, la nota intima, la satira irriverente, l’invettiva, l’impiego in poesia delle lingue locali.

Ogni sezione è preceduta da un’introduzione, prima documentaria e poi lasciata al libero sentire e all’estro dei curatori, ma l’intero percorso è anticipato da una prestigiosa prefazione generale, una riflessione interpretativa di Angelo Tonelli (poeta, autore e regista teatrale, tra i massimi grecisti viventi, che ha studiato Filosofia antica a Pisa, con Giorgio Colli) che cuce gli avvenimenti presenti a una loro dimensione archetipica e sapienziale.

L’indirizzo del blog è: https://gruppopoeticontroilgreenpass.blogspot.com

GLI 80 AUTORI

Federico Sanguineti, Lello Voce, Flaminia Cruciani, Flavio Piero Cuniberto, Angelo Tonelli, Antonio Bux, Ilaria Palomba, Francesco Benozzo, Piero Nissim, Francesco Giusti, Carlo di Francescantonio, Eleonora Chiara Giusti, Bruno Di Pietro, Carlo Cuppini, Chiara Catapano, Francesco Macciò, Massimiliano Moresco, Alessandra Gasparini, Serena Vestene, Lorenzo Pietrosanti, Paolo Gera, Luca Bresciani, Serena Cerè, Anna Leone, Bartolomeo Smaldone, Paola Gandin, Franco Trinchero, Claudio Buttura, Stefano Vespo, Grazia Valente, Luciana Lanzarotti, Stefano Torre, Stefania Di Lino, Mario Marchisio, Paolo Pera, Antonella Barina, Francesca Ganzerla, Anna Dari, Giulia Olga Billante, Rosaria Ragni Licinio, Fabia Ghenzovich, Andrea Laiolo, Giancarlo Guerreri, Mauro Milani, Carlo Dardanello, Anila Hanxhari, Paolo Ricciardi, Klinton Ogiso, Yuleisy Cruz Lezcano, Chiara Rantini, Emanuele Cilenti, Patrizia Varnier, Vincenzo Mirra, Carlo Molinaro, Annamaria Scopa, Eleonora Falchi, Violante Vibora, Paola Massoni, Francesco Mola, Antonio Sansone, Bruno De Domenico, Federico Raviolo, Marco Zuccaro, Emilia Otello, Maria Voto, Chicca Morone, Damiano Osella, Grazia Calanna, Claudio Orlandi, Alessandro Magherini, Luca Gamberini, Ivan Crico, Sergio Gallo, Pierangelo Cardìa, Domenica Giaco, Alessandro Rolandi, Umberto Fazzi, Maresa Elia, Simonetta Silvestri Raggi, Roberto Addeo.

In tutta Italia sono in corso varie iniziative per presentare questo testo ad un vasto pubblico. Sabato 1 aprile presso il Circolo L’Incontro a Navacchio (PI) si è tenuta una vivace e partecipata presentazione dell’antologia di cui allego qualche testimonianza fotografica.

AUTUNNO (da “Rinascita” ed. Ensemble, 2022)

Autunno

Autunno arrivi col tepore dell’estate

e nel viale non fai riposare le fronde.

Abbaglia il riverbero del mattino

mentre i passi corrono oltre il tempo.

Sono minuti di attesa nella luce obliqua

respiri sospesi su rami di speranza.

Nella curva il cuore sobbalza

nell’incertezza incespica il piede

e gocce di sudore illuminano la fronte.

Fatica è ripercorrere la vita

sostando sugli errori e le pause

dei dolori e delle gioie ricordando

l’ascesa e il ritorno.

Breve felicità tingi di porpora le gote

e nell’anima scende l’autunno

delle foglie non ancora cadute.

Principessa di un castello incantato

PRINCIPESSA DI UN CASTELLO INCANTATO

Cade la pioggia nella strada buia

profumo di viole sulle mani

cammini e non sai perché

cerchi la luce ma resta lontana

non si placa il nembo della memoria

fino all’ultimo istante scorre

come orribile maleficio

Silente guardi l’orizzonte

solo cielo insanguinato ti opprime

non fa male, non duole, non è niente

ma il tuo cuore muore accanto

Con dita di fuoco tasti gli incubi muti

roseti di sangue grida e dolore

portano alla caduta

a terra

sei preda ambita

dal basso la serenata di un tempo

è una beffa che stordisce

tu principessa

di un castello incantato

⌊Da Rinascita, ed. Ensemble, 2022⌋

Questa poesia è un piccolo contributo per ricordare e abbracciare tutte le donne che ingiustamente subiscono atti di violenza fisica e psicologica. E non solo il 25 novembre. Principesse e guerriere, sempre, tutto l’anno.

Alcune poesie di “Rinascita”

 

Novembre. Sono già trascorsi quattro mesi dalla pubblicazione della mia terza raccolta poetica. Mesi belli, intensi, vissuti con presentazioni, scambi, dialoghi.

La poesia è un dono. E l’esistenza di questo mio blog è data proprio dalla dimensione del dono. Perciò sulla pagina di “Rinascita” ci sarà un maggior numero di liriche. La poesia va letta, assimilata, goduta; non chiede discussione né analisi anche se non mancheranno commenti e chiose ai miei testi. Presto. Per il momento solo lettura.

Nel silenzio, solo lettura, così come chiede la poesia.