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Come la pioggia

Vederci doppio

Recensione di Chiara Rantini Mirko Tondi, Vederci doppio, Robin edizioni, Torino, 2018   Accolgo con grandissimo entusiasmo questa nuova fatica letteraria di Mirko Tondi. Questa volta non si tratta di un romanzo ma di una raccolta di racconti molto singolare. Quarantadue racconti divisi in blocchi e alternati da trilogie tematiche. Mirko Tondi propone al lettore […]

Intervista con l’autore: Romina Bramanti

Cari lettori, oggi abbiamo incontrato Romina Bramanti, nata e cresciuta in Versilia, scrittrice di prosa e poesia. – Com’è nata la passione per la scrittura? Da bambina mi sono accorta che esprimermi a parole non era il mio forte, vuoi per la timidezza, vuoi per il fatto che abitavo in aperta campagna ed ero circondata […]

La vita contro la morte. “Notte inquieta” di Albrecht Goes

  di Chiara Rantini Albrecht Goes, Notte inquieta, Marcos y Marcos, Milano, 2011 Questa volta non recensisco un libro fresco di stampa. Notte inquieta è stato pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Marcos y Marcos. Ha avuto moltissime traduzioni in tutto il mondo e in Italia è arrivato tardivamente, dopo che la BBC aveva già […]

Un pensiero su La resa delle ombre

di Maria Pia Michelini   Chiara Rantini, La resa delle ombre, Alcheringa, Anagni 2018 Lena, Janis e Adrian. Difficile individuare il protagonista principale di questa storia che, pagina dopo pagina rapisce il lettore in un viaggio dentro la mente e l’animo umano. Se Janis conduce i suoi passi su una strada contorta dove si combattono […]

CALCARE. RIFLESSIONI SU UN RACCONTO DI ADALBERT STIFTER.

di Chiara Rantini Il calcare è una roccia sedimentaria che si è formata nei millenni da fossili stratificati. È quindi una roccia che ci potrebbe narrare molte storie. Calcare è anche il titolo di un racconto di Adalbert Stifter inserito nella raccolta Bunte Steine, Pietre colorate. Kalkstein è un testo scritto con grande maestria e […]

La scelta della cover

Ho pensato a lungo a quale potesse essere la copertina più adatta ai contenuti del mio romanzo che, pur trattando di relazioni, anche amorose, non è classificabile come un “romanzo rosa”; è proprio infatti la questione dei colori dei generi letterari che mi ha fatto riflettere e dare un input per la ricerca di un’immagine adatta al testo. Dopo lungo pensare credo che il mio romanzo si possa definire un po’ bianco e un po’ nero laddove il nero rappresenta il margine, il bordo scuro che circonda e racchiude l’esistenza dei protagonisti mentre il bianco è ciò che essi realmente sono, la loro essenza nascosta, luce di cui inconsapevolmente brillano Janis, Adrian e Lena. Il nero evoca l’abisso di emozioni, la spirale di sensazioni contrastanti in cui vivono, il bianco ricorda la nebbia e la neve, elementi che avendo un alto valore simbolico all’interno del romanzo, rappresentano la speranza, la luce di una possibile salvezza.

Era quindi necessario trovare un’immagine che sintetizzasse tutto ciò. Rovistando nell’archivio di foto del mio pc, ho scovato un’immagine interessante.

Ricordo di averla scattata in una giornata di tarda primavera alle pendici del monte che sovrasta la mia città. Camminavo in un passaggio irreale dominato dal bianco della nebbia e dal nero dei contorni degli alberi che apparivano come presenze spettrali immerse in un silenzio magico e seducente. Ad un crocevia ho rivolto lo sguardo verso un campo di ulivi: le piante e la terra erano scure, ammantate nella cenere della nebbia ma, in alto, il sole come una pallida sfera, illuminava il cielo. Da questo contrasto è nata la decisione di concedere a questa foto l’onore di essere la copertina del mio primo romanzo.

Guardatela attentamente e leggerete in essa le vicende dei protagonisti de “La resa delle ombre”.


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